In occasione della riunione mensile del Circolo, il 14 dicembre a Torino, presso l’associazione radicale Adelaide Aglietta, il professor Carlo Tamagnone è stato invitato per una breve relazione su un argomento di grande interesse: l’etica dell’ateismo.
Torinese, studioso e conoscitore dell’ateismo filosofico antico e moderno, Carlo Tamagnone è uno dei più interessanti filosofi italiani, dotato di una vasta cultura in ambito sia umanistico che scientifico e, non ultimo, socio Uaar.
E’ autore di numerosi saggi e collaboratore delle riviste L'ATEO dal 2001 e NONCREDO dal 2009.
Ha aperto l’incontro introducendo il concetto di etica, che, superando il suo significato meramente letterale di "comportamento umano", assume più propriamente il significato di "condotta virtuosa".
I suoi contenuti, dai filosofi antichi, attraverso Hume e Kant fino ad oggi, si sono evoluti nel corso della storia e hanno assunto aspetti morali e religiosi.
In particolare l’etica religiosa è basata sui concetti di obbedienza e di sacrificio.
Come atei, ha affermato Tamagnone, noi non possiamo accettare un’etica condizionata dal dogma, dal senso di colpa e dalla paura di una punizione divina. Dobbiamo cercare altre strade, che conducano ad un’etica basata sul rispetto dell’altro, sulla responsabilità, non solo sociale, ma anche "ecologica", ispirandoci al pensiero del filosofo Hans Jonas "Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza della vita umana sulla terra".
Soprattutto, ha ribadito, un’ etica laica deve tener conto non solo del comportamento del singolo individuo, ma anche della "compatibilità" tra questo comportamento e il ruolo sociale che egli ricopre. A tale proposito il comportamento di certi politici oggi offre molto più di uno spunto di riflessione.
Infine Tamagnone ha invitato i presenti al dibattito, nel corso del quale alcuni tra i soci presenti hanno espresso ulteriori suggerimenti, toccando aspetti del vissuto individuale che potrebbero confluire in un’etica atea condivisa. Ad esempio si è parlato di controllo della naturale tendenza all’egocentrismo, di gentilezza e disponibilità nei rapporti con gli altri, di applicazione del razionalismo non solo nel rifiuto delle credenze religiose, ma anche nel mantenere vigile lo spirito critico verso correnti spirituali di varia origine (oggi molto in voga) ispirati a principi salutistici, senza alcun supporto scientifico.
La nostra etica deve, in ogni caso, includere sempre il rispetto delle convinzioni degli altri e la correttezza verso tutti, credenti compresi.
Stefania Marello





