Vittorino Andreoli, Paolo Crepet, David Meghnagi, Maria Rita Parsi;
curatore: Francesco Antonioli
Edizioni Piemme, Casale Monferrato, 2009
191pagine
Un famoso libro di divulgazione scientifica, scritto da Albert Einstein a Leopold Infeld nel 1938, dal titolo "L'evoluzione della Fisica" (Boringhieri, 1965; traduzione italiana di "The Evolution of Physics. The Growth of Ideas from Early Concepts to Relativity and Quanta") aveva, tra i suoi primi capitoli, uno intitolato "Un indizio negletto" (per la cronaca, l'indizio in questione era l'identità della massa gravitazionale e di quella inerziale). Questa riflessione mi è venuta in mente leggendo il libro a cura di Francesco Antonioli, oggetto di questa recensione. Infatti, il titolo (di ascendenza marxiana: comunista! direbbe qualcuno) e il sottotitolo farebbero pensare a un velenoso pamphlet alla Dennett o alla Dawkins; ma si trascurerebbe, appunto, l'indizio fornito dal nome dell'editore che è notoriamente cattolico; possibile che Piemme pubblichi un libro contro la religione? No, non è possibile. Infatti il volume, lungi dal fornire un'analisi critica degli aspetti negativi della religione sulla comprensione, da parte dei credenti, della realtà, fornisce le interpretazioni del fenomeno religioso da parte di quattro autori dei quali uno, Maria Rita Parsi, dichiara candidamente di credere al soprannaturale e ai miracoli ("Ma il soprannaturale esiste? Una serie di dimostrazioni, di ricerche, di miracoli e di prove attestano la sua esistenza. Io ne sono certa." - pag. 172), oltre a citare un po' a sproposito (e a svilire) un celebre capitolo de "Il Piccolo Principe" di Antoine de Saint-Exupéry. Un altro, Vittorino Andreoli, sostiene, senza rendersi forse conto della contraddizione, che: "Io non sono credente.....Io sono convinto che un Dio ci sia"; ed ancora: "Il caso è impossibile. Se studiate quella formidabile macchina che è il corpo umano...Lasciamo stare il cervello, ma la respirazione, il colpo di tosse: sono invenzioni stupende! Che tutto questo, l'insieme di almeno dieci operazioni diverse, sia nato casualmente non ha senso" (pag. 58). Infatti è nato non dal caso, ma dall'evoluzione, che è cosa ben diversa, come insegna Richard Dawkins nel suo "L'illusione di Dio. Le ragioni per non credere". Insomma, in maniere diverse i quattro autori sostengono, chi più e chi meno, con argomentazioni diverse ma sostanzialmente convergenti, l'importanza della religione nella vita dell'uomo, il che si può anche capire riflettendo sul fatto che i quattro autori sono tutti psicologi e/o psichiatri, convinti che la religione sia senz'altro una formidabile "stampella" psicologica.
Mi sembra però che le tesi sostenute in questo libro non resistano ad un'indagine critica razionale, e che la lettura di questo volume possa semmai servire a conoscere le argomentazioni "dell'altra parte".
Guido Bertolino
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